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Borussia Bildungsroman
Vessillo
Soprannome: Teutonici
Segni Distintivi
Maglie
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Colori Sociali Bianco, Rosso, Nero
Dati Societari
Sede Sturm und drang straße
Nazione Germania
Federazione FSGC
Campionato SFL
Anno Fondazione 1920
Proprietario famiglia Al Ghani
Presidente Moqtada Al Ghani
Allenatore Johann Lukàcs
Direttore Sportivo Thomas Goethe
Stadio Weimar Arena
Palmares

Borussia Bildungsroman

Il Borussia Bildungsroman, fino al 1946 Lokomotiv Bildungsroman, è una società calcistica di proprietà della famiglia mediorientale Al Ghani. Fondata il 2 Febbraio del 1920, nel corso degli anni ha cambiato svariate proprietà e ha subito alterne fortune. Rimane comunque una delle società con più grande tradizione, nonostante per tutti gli anni duemilazero e duemiladieci abbia avuto una grossa crisi.

Storia

“Il Borussia è l'incarnazione dello spirito del tempo, un ottovolante che ben rappresenta la caduca natura umana, impossibile non sentirne il richiamo. (Sigvard Claesson, 1987)

Gli albori

Il Borussia Bildungsroman nasce nel 1920 come squadra del dopolavoro ferroviario, inizialmente poco più che una squadra amatoriale composta da lavoratori del mondo dei trasporti su rotaia, perlopiù comunisti e socialisti di fede. Proprio per rimarcare l'ideologia politica della squadra il primo nome della squadra era “Lokomotiv Bildungsroman”. Durante gli anni della guerra molti giocatori furono perseguitati, e durante la guerra non riuscì mai ad emergere stazionando nelle serie minori e con una lunga militanza nella cadetteria. E' solo nell'immediato secondo dopoguerra, più precisamente nella stagione 1950/1951, che riesce a raggiungere la SFL per la prima volta. Nel frattempo la presidenza della squadra era passata nel 1946 da Lukas Hausler, il mitico fondatore e ferroviere della società morto proprio in quell'anno, a Dennis Baasch. Il nuovo presidente decise di dare una netta svolta al passato cambiando nome in Borussia e cercando di portare la società ad un livello superiore. Baasch era un industriale che era scampato alle distruzioni della guerra, di umilissime origini negli anni '50 riuscì ad arricchirsi grazie alla sua industria di automobili che aveva creato da solo e a prezzo di grandi fatiche. Un vero e proprio self-made man che tentò di riproporre la sua mentalità vincente alla società di calcio acquistata. In pochi anni il Borussia riuscì a salvarsi e a diventare una presenza fissa nelle posizioni di metà classifica della SFL fino a quando nel 1957 riuscì a vincere il suo primo scudetto.

Gli anni d'oro

Se l'anno successivo il Borussia non riuscì a replicare, arrivando solo secondo, dal 1962 fino al 1965 riuscì a portarsi a casa un filotto di campionati vinti consecutivamente portando la squadra a fasti mai visti. Merito soprattutto del catenaccio perpetrato dall'allenatore italiano Benedetto Ungaretti e della vena realizzativa del bomber svedese Sigvard Claesson che a tutt'oggi conserva il record di capocannoniere di tutti i tempi del Borussia. Il sodalizio tra i due si ruppe però nel 1968 dopo tre stagioni giocate sempre al top ma un po' sfortunate e che videro l'affermarsi del dominio del Marciano. La morte di Ungaretti e la cessione di Claesson all'estero sono gli spartiacque della fine della cosiddetta mitica età dell'oro, le prime annate di successo di una squadra che fino a vent'anni prima giocava su campi di periferia e campagna senza troppe pretese.

La crisi

Gli anni '70 furono molto duri, la squadra non riusciva più ad imporsi, il campionato aveva un solo dominatore e sulla panchina si susseguivano allenatori incapaci di dare un'identità precisa agli organici che il presidente metteva a disposizione. Quando nel 1979 Baasch morì a causa di un infarto improvviso, in molto sospirarono di sollievo imputando ad un certo conservatorismo del padre-padrone il motivo della crisi del Borussia. Baasch infatti non riusciva a comprendere l'evoluzione del gioco, rimanendo fermo agli anni della sua gioventù e rifiutando di dare fiducia ad allenatori che invece dimostrarono nella SFL una certa superiorità di quel calcio totale che ora cominciava a giocarsi. Dopo la sua morte la famiglia e gli eredi decisero di non proseguire la tradizione del padre e cercarono acquirenti.

Il periodo svedese

In Svezia in molti ricordavano ancora gli anni d'oro di Sigvard Claesson, molti ragazzini degli anni '60 avevano amato quella squadra tedesca in grado di portare alla gloria quello che è definito il più grande calciatore svedese mai esistito. Fu per questo che nessuno si stupì quando l'imprenditore svedese dell'editoria Torsten Blom, dichiarato tifoso del Borussia, decise di acquistare la squadra chiamando sulla panchina proprio la vecchia gloria Claesson. L'ex attaccante si era intanto riciclato aprendo una pescheria seguendo le orme del padre e ci pensò molto prima di accettare la proposta di Blom. L'affetto che provava per i colori del Borussia, però, lo fecero vacillare fino a quando accettò la proposta. Claesson intanto non era rimasto a digiunio di calcio, mentre era impegnato nel mondo della pesca aveva continuato a studiare e ad allenare squadre di ragazzini nella sua città natale. Estimatore del calcio totale, arrivando al Borussia decise di cambiare totalmente la mentalità della squadra che ancora sul finire degli anni '70 giocava un calcio anacronistico e non più efficace. I risultati si videro e nel 1981 il Borussia riuscì ad alzare il suo quarto scudetto. Claesson continuò un decennio di grandi soddisfazioni conquistando anche tre coppe consecutive tra il 1983 e il 1986 e un campionato nel 1988. Nel 1990 decise di abbandonare la squadra per tentare la fortuna all'estero. Tra i giocatori di quel Borussia si ricordano gli olandesi Haanraats e Van Breda, l'irlandese O'Boyle, l'italiano Pontecorvo e il basco Ybarra. I successivi allenatori non riuscirono a continuare la striscia vincente, la squadra cominciò a subire l'onda dei cattivi risultati tornando ad assestarsi a posizioni di metà classifica e subendo anche l'onta di una retrocessione nella terribile annata 1993/1994.

I terribili anni '90

Tornato in massima divisione già dalla stagione 1995/1996 il Borussia dovette affrontare il calvario di un nuovo cambio di proprietà. Torsten Blom, infatti, dovette fare i conti con il fallimento della sua casa editrice e i primi costi che decise di eliminare furono proprio quelli relativi al Borussia. In mancanza di acquirenti si pensò di ricorrere all'azionariato popolare, la scelta fu però decisamente poco lungimirante. Sigi Dunst, il primo presidente eletto dai soci-tifosi, non riuscì a trovare i fondi per imbastire una squadra di alto livello e per i seguenti anni '90 fino al 2000 i tifosi dovettero accontentarsi di stagioni al minimo sindacale concluse con salvezze e ben poche soddisfazioni.

I petrol-dollari e l'era contemporanea

Il periodo dell'azionariato popolare proseguì fino al 2011, nessun trofeo arrivava e il nome del Borussia cominciava a scolorirsi rimanendo solo nella memoria dei più vecchi e non attraendo più i giovani che non potevano ricordare i fasti del passato. Dal 2001 al 2011 si susseguirono ben sei presidenti, tra cui anche il nipote di Dennis Basch, Dan Baasch, che nelle stagioni 2007/2008 e 2008/2009 investì molto nella sua elezione nel tentativo di utilizzare la squadra come cavallo di troia per il rilancio dell'industria automobilistica di famiglia. Il ritorno di un Basch alla guida del Borussia si concluse con buon secondo posto nella seconda annata, ma già nel 2010 la famiglia dovette affrontare numerosi problemi tra cui anche svariate inchieste giudiziarie. Nel 2011 la svolta: quando alla sede del Borussia si presenta l'entourage del principe Moqtada Al Ghani al gran completo vengono stappate le bottiglie di champagne: l'emiro mediorientale acquistava in contanti sonanti la società acquistando tutte le quote e ponendo fine all'era dell'azionariato popolare. Con la famiglia Al Ghani i progetti erano chiari: costruire subito una squadra vincente e riportare il Borussia agli antichi fasti vincendo scudetti e coppe. La stagione 2011/2012 fu d'assestamento e la squadra dovette accontentarsi di uno scialbo quinto posto, ma già dal 2012/2013 la squadra riesce a migliorarsi con un terzo posto. Gli emiri, però, si dimostrarono sin da subito poco pazienti e l'allenatore Pontecorvo, ex mediano del mitico Borussia di Claesson viene esonerato. Per il 2013/2014 alla guida della squadra viene chiamato Johann Lukàcsz, allenatore ungherese ma cresciuto in Germania, promettente teorico del calcio che era salito alla ribalta grazie alle ottime prestazioni con l'International de Mon Reeve amena squadra francofona che l'allenatore ungherese aveva condotto in quattro anni dalla serie C alla SFL. Alla prima stagione conclude il campionato al secondo posto, perdendolo solo contro il rivali del Lokomotiv Arkan all'ultima giornata, ma conquista la coppa. Primo trofeo dal 1988. Dopo una certa tensione tra Lukàcsz e alcuni giocatori sono molte le voci che lo vedono dimissionario già al termine della prima stagione. Tuttavia all'inizio della stagione 2014/2015 Lukàcsz è ancora saldamente in panchina e parte con una rosa tra le favorite per vincere tutto.

Tifoseria

Diversi gruppi di tifo organizzato sono presenti ogni domenica alla Weimar Arena, il più famoso è la curva Zeitgeist.

Rosa

Rosa, numerazione e ruoli, tratti dal sito web ufficiale della Lega Professionisti SFL (LPSFL), sono aggiornati al 1º settembre 2015.

Ruolo Nazione Nome Cognome
2 POR Oliver Urslingen
22 POR Giampiero Lama
33 DIF Vladyslav Lenko
4 DIF Giovanni Trasone
6 DIF Duccio Braccio da Montone
13 DIF Julio Madero
14 DIF Raul Fernando
5 MED Enrico Piastrella
21 MED Zvonimir Prajak
3 MED Yuto Yamamoto
84 MED Heinrich Eugen
15 CC Aleksandr Gorschakov
8 CC John Keegan
24 CC Gorislav Meretskov
6 CC Shota Bragationi
10 TRE Hakan Ylmaz
45 TRE Friedrich Von Leeb
9 ATT Zinedine Dessen
11 ATT Luigi Bombarda
7 ATT György Pog
19 ATT Muhammad Musthaid
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